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Un elettore M5S su Agorà Vox: “La dimensione delle doparie è più rassicurante e praticabile della democrazia diretta”

marzo 19th, 2013Comments Off
Un elettore M5S su Agorà Vox: “La dimensione delle doparie è più rassicurante e praticabile della democrazia diretta”

In un suo articolo su Agorà Vox, Geri Steve dichiara di essere “un elettore dei senatori M5S”, e come elettore, dice la sua su chi e come dovrebbe rappresentarlo. Senza entrare nel merito delle sue posizioni politiche e del suo (interessante) argomentare sul principio costituzionale dell’assenza di vincolo di mandato degli eletti, qui è interessante evidenziare il discorso che Steve articola riguardo alla democrazia diretta, fino a proporre le doparie:

<<si deve dare atto proprio a Grillo e a Casaleggio di avere teorizzato una risposta: a fronte di problemi nuovi si deve decidere con la democrazia diretta. Però i guai sono almeno due:

- il primo è che, alla prova dei fatti, loro se lo sono completamente dimenticato: nessun accenno a consultare la loro base su “quale governo” e “come” farlo partire;

- il secondo è che la democrazia diretta è un concetto attraente, ma manca di definizioni, di regole e di applicazioni, mentre è chiaro che sorgerebbero tanti e gravi problemi; ad esempio: chi voterebbe? Solo gli elettori di un partito per “dirigere” i loro rappresentanti? E come la mettiamo con la segretezza di voto? Voterebbero tutti i cittadini italiani? Voterebbero tutti e soli quelli che navigano in internet? E tutti i parlamentari dovrebbero poi adeguarsi alla maggioranza? Le minoranze che rappresentanza avrebbero? E come si potrebbe garantire la correttezza di così tante “votazioni”?

Ma chi avrebbe il potere di decidere quali problemi sottoporre a democrazia diretta e quali no?

Le difficoltà ci sono, sia a livello teorico che operativo, ma vale la pena di porsi il problema e di avviare sperimentazioni, almeno a certi livelli e su certe problematiche.

[...]

Un precedente decisamente interessante si è avuto in Italia con le primarie: non sono normate dalla costituzione e neanche dalle leggi, ma due partiti hanno deciso di farle: il PD e il M5S.

[...]

Le primarie hanno comunque il difetto di rientrare nello schema della ”democrazia una volta ogni cinque anni”, mentre la democrazia diretta, con tutte le sue difficoltà, prometterebbe ”democrazia sempre” e anche “su problemi nuovi”.

C’è chi si è posto seriamente il problema e, sempre a livello di partito, avrebbe individuato la soluzione nelle “doparie”, cioè in consultazioni di partito su problematiche rilevanti, ma consultazioni da fare dopo le elezioni, non per scegliere i rappresentanti di quel partito, ma per orientarli sul parere degli elettori.>>

Steve è un ricercatore del Cnr  in pensione, che ultimamente si diletta, come cittadino attivo, a scrivere le sue riflessioni su vari siti, tra cui Agorà Vox, il sito di giornalismo partecipativo.

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