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Ultimo giorno per iscriversi alla doparia online (vedi Filippo La Porta sul Riformista)

marzo 22nd, 2012Comments Off
Ultimo giorno per iscriversi alla doparia online (doparia.mit.edu/pd-enroll). Il  tema proposto su cui discutere e poi votare è la riforma sulla legge elettorale.

Si tratta dell’innovativa metodologia deliberativa e partecipativa online messa a punto da ricercatori del Cnr, della Harvard  Kennedy School e del MIT, e promossa da “Insieme per il PD”. (Ciò non vuol dire che le doparie sono del PD o di sinistra, o che la dirigenza del PD ha deciso  di consultare i propri elettori. Sin dalla sua nascita nel 2005, il progetto delle doparie si rivolge a *tutti* i partiti politici.)

Questo primo esperimento serve a mettere a punto la piattaforma online che favorisce la migliore discussione di temi politici (“deliberazione”) e il voto finale. E’ aperto a tutti i simpatizzanti del centrosinistra.

Ecco il testo dell’articolo di Filippo La Porta che dà la notizia e invita a iscriversi:

Dopo le primarie le doparie di Filippo La Porta il Riformista di giovedì 15 Marzo 2012 (pag. 2)

Gustavo Zagrebelsky sul palco di “Libertà e giustizia”, al teatro Smeraldo di Milano, legge il manifesto “Dipende da noi” e chiede ai partiti di generalizzare le primarie, premessa indispensabile di qualsiasi riforma della politica. Bene, ma non possiamo limitarci alle primarie, proprio perché il distacco dei cittadini dalla politica si esprime con più forza dopo le elezioni. Inoltre: le primarie riaffermano il personalismo della politica: la stessa manifestazione del teatro Smeraldo ripropone l’elenco di firme degli “happy few”. Non so se è la sinistra “che si piace”, come scrive il “Giornale”. E anzi sarebbe abusivo sostenerlo (e poi nella attuale cultura del narcisismo tutti “si piacciono” molto…). Ma una volta ho fatto un sogno: l’anonimato dei dirigenti politici, restituiti al ruolo anonimo di civil servant (volete un esempio? Walter Tocci, vero artefice della trasformazione di Roma nei due mandati di Rutelli: qualcuno per caso sa come è fatto?).

Torniamo alla questione della democrazia partecipativa, che non può essere alimentata dalle sole primarie. Questo giornale ha già parlato delle “doparie”, ovvero di referendum deliberativi (e propositivi) interni ai partiti, aperti a iscritti e simpatizzanti, non per designare leader ma per decidere su questioni ritenute urgenti che in genere spaccano i partiti stessi. Avranno un nome sgraziato, però le doparie, inventate nel 2005 dal ricercatore del Cnr Raffaele Calabretta, sostenute su “Repubblica” da Mario Pirani, appoggiate da alcuni esponenti del Pd, come Giuseppe Civati, etc., a me sembrano l’uovo di Colombo. A differenza dei sondaggi non registrano reazioni emotive estemporanee ma opinioni costruite attraverso informazione, approfondimenti e scambi di parere. A differenza delle primarie, di cui condividono le procedure, servono a pronunciarsi su temi urgenti (non previsti nei programmi elettorali o nell’agenda politica dei partiti). D’altra parte la democrazia è governo attraverso la discussione, e funziona solo se ci sono cittadini che hanno senso critico e voglia di discutere. In Brasile una legge del 2008 impone di studiare filosofia (abolita dalla precedente dittatura) due ore alla settimana per ogni tipo di liceo, così che 9 milioni di ragazzi da allora hanno sviluppato una attitudine al dialogo, e almeno potenzialmente, diventeranno dei cittadini attivi. In questo senso le doparie sono anche una scuola di propedeutica filosofica.

Il 22 febbraio scorso è partita la fase di iscrizione alla prima doparia online (all’interno di “Insieme per il PD”) che si svolge nel nostro paese – un progetto-pilota del Cnr in collaborazione con ricercatori della Harvard Kennedy School, del MIT e di Yale- , e proprio su un tema di cruciale importanza come la riforma della legge elettorale. La iscrizioni sono già varie centinaia grazie ai social network. Perché la legge elettorale? Perché è il meccanismo chiave della democrazia, determina chi governa e chi viene governato. Solo discutendola seriamente e a fondo i cittadini vicini al PD possono far sentire la propria voce. La fase di iscrizione si chiude dopo alcune settimane. Poi viene fissato il numero di partecipanti, che saranno divisi in gruppi di discussione e bilanciati in modo da raggruppare persone con diverse opinioni, età e background. Tutti ricevono una serie di materiali informativi riguardo l’argomento della discussione. Poi, per due settimane discutono insieme. Alla fine, c’è la raccolta di tutte le idee e le proposte emerse, elencate in una grande lista e votate dai partecipanti.

Nel 1943 Simone Weil proponeva di abolire i partiti poiché “ogni partito è totalitario nel germe e nell’aspirazione”, per la semplice ragione che il suo primo scopo “è la propria crescita, e senza alcun limite”. Dobbiamo condividere questa “modesta proposta”? No, ma anche ispirati dalle sue parole possiamo realizzare un controllo maggiore sulle decisioni dei partiti, anche attraverso le doparie, e così limitarne la vocazione totalitaria.

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