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Se il Pd avesse scritto quattro righe di regolamento…

marzo 11th, 2013Comments Off
Se il Pd avesse scritto quattro righe di regolamento…

Si è aperta una discussione arroventata sul profilo twitter di Beppe Grillo dopo il suo twitt di ieri, che chiude alla possibilità di un referendum interno al Movimento 5 Stelle per decidere se collaborare con il Pd dopo le elezioni:

Per esempio, Cristiana Alicata chiede:

Cristiana Alicata ‏@crialicata
@Silvestlo@beppe_grillo#m5s allora fate il referendum. Dovrebbe confermarlo no?
Massimo De Sanctis calca la mano:
Massimo De Sanctis ‏@massimods
@beppe_grillo Finalmente si scoprono le carte! Il capo dice no ed è no! Come la chiamate? Democrazia diretta? Diretta nel senso di direttore
Ma è gioco facile per Alessandro Calvo ribattere:
alessandro calvo ‏@alesssandro
@crialicata@beppe_grillo però non mi pare che negli altri partiti su facciano referendum per decidere le strategie. Fascismo?

Alicata è costretta a rispondere così:

Cristiana Alicata ‏@crialicata
@alesssandro__ @beppe_grillo si fanno i congressi. Almeno nel Pd. Nel pdl decide Berlusconi un po’ come nel M5S

Se il Partito Democratico avesse implementato i referendum interni previsti da statuto (a partire da quello del 2008) invece di tergiversare per cinque anni senza scrivere il regolamento attuativo, forse oggi avrebbe maggiori titoli per convincere Grillo e il suo Movimento a collaborare, e pochi lo potrebbero accusare di non essere ancora realmente democratico.

Non si tratta di senno del poi. Glielo hanno chiesto in tutti i modi in tempi non sospetti Marco Gentili ed Emanuele Rallo (per una doparia sulla legge 40); Enzo Bianco e molti del pd siciliano (le cosiddette “doparie siciliane”);  Sandro Gozi e Insieme per il Pd (dopo il successo della prima doparia online); Giuseppe Civati e Prossima Italia (che hanno costruito un sito, scritto sette quesiti, raccolto le firme, parlato con Bersani…).

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