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Pittella lancia candidatura segreteria PD con doparie

luglio 21st, 2013Comments Off
Pittella lancia candidatura segreteria PD con doparie

Il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella lancia la sua candidatura a segretario nazionale del PD per il prossimo congresso puntando su strumento/metodologia delle doparie.

Così infatti dichiara in un‘intervista pubblicata sul sito dell’AgenParl, l’agenzia parlamentare:

“nel mio documento politico insisto moltissimo su strumenti nuovi che aumentino la partecipazione dei cittadini alla vita del partito. Parlo espressamente non soltanto di primarie ma anche di ‘doparie’”.

Il 23 luglio Pittella presenterà il suo documento politico in un incontro presso la sede nazionale del partito. Abbiamo ricevuto il documento in anteprima, insieme all’invito per l’ideatore delle doparie e ricercatore ISTC Cnr Raffaele Calabretta. Ecco il passo dedicato alle doparie:

 ”dobbiamo anche andare oltre le primarie e immaginare sistemi di confronto aperto e continuo su questioni prioritarie. Primarie delle idee o “doparie” per valutare collettivamente alcuni passaggi determinanti.”

Di seguito l’intervista completa dell’Agenzia Parlamentare:

PD: GRAVE ERRORE PROCRASTINARE CONGRESSO, INTERVISTA A GIANNI PITTELLA
Venerdì 19 Luglio 2013 18:22

PD: GRAVE ERRORE PROCRASTINARE CONGRESSO, INTERVISTA A GIANNI PITTELLA

(AGENPARL) – Roma, 19 lug – “Noi abbiamo bisogno di un partito che riconquisti la fiducia dei cittadini sulla base di una proposta chiara di impegno per cambiare l’Europa, l’Europa delle austerità, l’Europa delle lobbies finanziarie, l’Europa dei mercati, e rivedendo il patto di stabilità, rilanciando la crescita e l’occupazione e costruendo gli Stati d’Uniti d’Europa”. E’ questa la prima grande sfida che Gianni Pittella, oggi Vice Presidente del Parlamento Europeo, lancia al Pd, e che fa sua nella corsa che lo vede candidato alla segreteria del partito del Nazareno. “Voglio trasferire nel ruolo politico di segretario del Pd questa dimensione europea e questo respiro internazionale – spiega Pittella – Perchè il campo di gioco non è più solo nazionale, ma è l’arena europea, ed è su questo campo che si misura la credibilità del Pd.

Il Pd riuscirà a superare le correnti, inglobandole in un ‘unicum’? 
Oggi il Partito Democratico è un condominio di 27 inquilini che vivono quasi in maniera separata, in una dimensione correntizia. Noi invece dobbiamo costruire un grande partito di cittadine e cittadini che si sentano pienamente protagonisti della vita di questo partito e delle sue scelte e che sia guidato da una leadership forte e autorevole, che elimini questo brutto virus del correntismo con la forza del coinvolgimento pieno dei militanti e degli iscritti di base.

Come si pone, a tal proposito, nei confronti dei Gd, dei giovani democratici?
Io ho sempre avuto una posizione di grande vicinanza e di grande attenzione rispetto ai temi che i Gd hanno posto, sia per quanto riguarda le giovani generazioni che per quanto concerne il rinnovamento e la partecipazione democratica. Non è un caso che nel mio documento politico insista moltissimo su strumenti nuovi che aumentino la partecipazione dei cittadini alla vita del partito. Parlo espressamente non soltanto di primarie ma anche di ‘doparie’, ovvero della possibilità di verificare il lavoro che i rappresentanti istituzionali svolgono durante il corso del loro mandato. Poi parlo di back up, come strumento di coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte programmatiche del partito. Parlo ancora di ‘wiky-crazia’, vale a dire l’utilizzo delle nuove tecnologie per aumentare la possibilità di decidere attraverso la rete. Tutti strumenti di allargamento della partecipazione democratica e verso i Gd concentrerò tutti i miei sforzi, perchè penso che si debba capovolgere la piramide e spostare i vertici del partito nella periferia, mentre oggi la testa del partito è a Roma.

La discussione, oggi, sembra essere impegnata sulle regole, sulla figura del segretario e sulla sua compatibilità con quella del premier. Qual è la sua posizione?
Il segretario che verrà eletto potrà correre anche come premier, anche nelle primarie, non è questo il problema fondamentale. Il vero problema, oggi, è fare il congresso. Non attorcigliarci e avvitarci in una discussione che è già durata troppo. La cosa grave, di cui sta portando pesantemente la responsabilità il segretario Epifani, è quella di procrastinare il Congresso. Non si capisce che in una situazione politica in cui il Pdl sta facendo pagare un costo molto alto al Pd per le vicende come l’ultima che ha visto coinvolto il ministro Alfano, dopo una sconfitta elettorale pesante, come quella che abbiamo avuto, procrastinare il congresso significa accompagnare il Pd verso una fine ingloriosa. Epifani si sta assumendo questa responsabilità e deve saperlo. Perchè procrastinare la discussione sulle regole, in maniera strumentale, fino alla fine di luglio su regole che possono benissimo rimanere quelle di adesso, è un modo per impedire ai cittadini ed agli iscritti di discutere sulle cause della sconfitta, sulla situazione politica attuale, sui rimedi. Cosa deve succedere perchè Epifani apra gli occhi e si convinca a fare l’unica cosa che si deve fare, ossia decidere la data del congresso, fissare le procedure e chiamare tutto il partito, tutti i cittadini, a misurarsi sulla Politica, e non sulle discussioni inutili, sulle regole.

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