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Le doparie alla festa PD di Firenze

settembre 7th, 2013Comments Off
Le doparie alla festa PD di Firenze

I Giovani Democratici di Firenze hanno invitato l’ideatore delle doparie Raffaele Calabretta (ricercatore ISTC-Cnr di Roma) a presentare la metodologia alla Festa PD di Firenze.

Ecco una sintesi degli interventi dell’incontro di venerdì 6 settembre:

Presentazione di MARCO BURGASSI (segreteria GD Firenze)

LUCA RAFFINI [assegnista di ricerca università Pescara; intervenuto al posto di Antonio Floridia, impossibilitato a partecipare]
è possibile la democrazia deliberativa e partecipativa nei partiti?

Non tutte quelle del passato, ma alcune funzioni possono rimanere ai partiti. Per esempio, quella fondamentale di aggregare persone diverse (“piccole barche isolate”) e di connetterle in una visione della società

Perché gli elettori sono così disaffezionati? è sì colpa dei partiti, ma anche di un modello di società nuovo (precarietà)…

Abbiamo fondato un’associazione “sottosopra” per dare formazione ai politici, e – prima di Barca - ci siamo inventati una “PALESTRA di Formazione”…

SILVIA GIVONE di SocioLab
Le primarie sono lo stadio evolutivo 1 della partecipazione: servono a scegliere il capo, ma non come saranno prese le decisioni.

Bisogna passare al secondo stadio evolutivo, quello sulle decisioni.

Tipiche obiezioni dei dirigenti politici o degli amministratori sul tema della partecipazione:
“se dovessimo partecipare tutte le decisioni, quando si riuscirebbe a prendere una decisione?
“non riusciamo a decidere in giunta, figuriamoci coi cittadini”
“i politici allora cosa ci stiamo a fare”

In realtà:
- se fatta bene, la partecipazione accorcia i tempi
- ci sono numerosi metodi che permettono di evitare rozze assemblee rumorose
- i processi partecipativi rafforzano il ruolo dei rappresentanti (è un argomento che alla fine risulta convincente)

Non entra nel merito delle diverse metodologie deliberative (ora va di moda liquid feedback), ma puntare al cuore centrale della questione: il problema vero non è il metodo utilizzato, ma i requisiti che la partecipazione deve rispettare:
- trasparenza: chi prende le decisioni? Chi ci mette la faccia? chi vado a cercare a casa se la decisione presa collettivamente non viene rispettata?
- di cosa stiamo parlando? (pedonalizzare o verniciare le panchine?)
- per riuscire a coinvolgere le persone, devi toccare le questioni che toccano la loro vita (non solo logo del partito), qualcosa cioè di rilevante.

RAFFAELE CALABRETTA
Sono d’accordo con quanto detto da Luca e Silvia. Io vorrei concentrarmi sulla deliberazione/partecipazione all’interno dei partiti politici e, quindi, del PD. e accennare al lavoro decennale del progetto di ricerca delle doparie.

Il problema principale da risolvere è quello del “prima” e del “dopo” elezioni.

I partiti si presentano “prima” delle elezioni con un programma elettorale su cui chiedono
il voto; cosa possono fare gli elettori se il partito “dopo” le elezioni non lo rispetta?
Nulla di veramente efficace, e da qui nasce una profonda delusione e l’astensionismo.

Non c’è bisogno di ricordare qui cosa aveva promesso il PD prima delle elezioni
e cosa ha fatto invece dopo. La mia non vuole essere una critica, ma solo una constatazione di fatto,
per sottolineare quanto sia importante consultare gli elettori dopo le elezioni su questioni non
non previste come una alleanza di governo col M5S o col PDL. Altrimenti la rappresentanza politica
subisce una ferita profonda difficilmente risanabile.

In questo periodo si discute del congresso e di chi sarà il nuovo segretario del PD;
sono un ricercatore del Cnr, porto avanti il progetto di ricerca delle doparie,
e ovviamente non tifo per nessuno, ma per immaginare quello che potrebbe succedere alle prossime elezioni primarie,
facciamo un brevissimo salto nel passato del PD:

- 2007 Veltroni, osannato nelle primarie e poi caduto
- 2009 Bersani, osannato nelle primarie e poi caduto
- e nel 2013 (se il congresso si farà)?

Tutto dipende dal fatto che un segretario per diventare tale ha bisogno dei voti di portatori di istanze diverse, anche contrastanti.
cosa deve fare quando diventa segretario: attuare le istanze degli uni o degli altri?

Il progetto di ricerca delle doparie è nato nel 2005 in un periodo diverso da quello odierno, in cui la crisi profonda dei partiti politici è sotto gli occhi di tutti. Da allora abbiamo promosso la proposta sui giornali più importanti, su Facebook, attraverso interviste in Rai, incontri in giro per l’Italia a presentare il libro “Doparie dopo le primarie”… e il primo esperimento di doparia online nel 2012, sulla legge elettorale. Leggo sul telefonino il post del blog Doparie Press coi dati dell’esperimento…

E’ indicativo che il 52% di quanti hanno dichiarato che non avrebbero votato PD, ha dichiarato che lo avrebbe fatto
se il PD gli avesse promesso di mettere in pratica la metodologia delle doparie. Abbiamo divulgato questo importante dato
in tutti i modi, e Civati ha pure provato a organizzarli i referendum interni PD previsti da Statuto, chiedendoci di scriverne il regolamento, che ancora non c’è nonostante siano passati più di 5 anni dalla redazione dello statuto. Nel novembre 2012, lo ha pure consegnato al segretario Bersani, che ha dichiarato che avrebbe sperimentato i referendum interni dopo le elezioni…
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DOMANDA DAL PUBBLICO

“Ho partecipato a dibattito moschea a Firenze, ma dopo di allora ancora se ne discute.
Calabretta ha detto che Civati voleva fare le doparie ma non gliele hanno fatto fare

Insomma, sembra che ci sia sempre la voglia di non andare avanti! Come si può fare per superare questa inerzia?”

Risposta di Givone:
è la domanda che mi permette di spiegare il problema di questi processi.

è stato proprio un bel dibattito quello sulla moschea – gestito da Sociolab – davvero costruttivo. ma la discussione era promossa dalla comunità islamica, non dal comune, che deve prendere la decisione.

se non si chiarisce chi prende la decisione, i problemi non si risolvono.

Risposta di Raffini:
contrario al professionista delle politica, a cui il politico affida i processi partecipativi,

L’associazione SottoSopra svolge azione seminariale: accompagnano i dirigenti politici nel processo partecipativo. non consegnano ai politici un pacchetto chiavi in mano: vogliono che anche loro si sporchino le mani.

Risposta di Calabretta
“Basta chiedere ai candidati segretari che come prima cosa faranno il regolamento dei referendum interni”

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[un grosso grazie ad Andrea Giorgio (segretario regionale GD Toscana) per aver suggerito l'invito e a Marco Bugassi (segreteria GD Firenze) per aver curato la parte logistica]

[foto di Mirko Dormentoni]

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