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Il Secolo d'Italia: articolo e lettera sul libro "Doparie, dopo le primarie"

febbraio 2nd, 2010Comments Off

Sul Secolo d’Italia si parla del libro "Doparie, dopo le primarie. Diario di un elettore errante alla ricerca della felicità" (Nutrimenti editore). Ecco l’articolo di Annalisa Terranova dal titolo "Veltroni e le frecciate invisibili", pubblicato a pagina 3 del quotidiano il 30 Gennaio 2010: [rassegna stampa Camera dei deputati (file pdf)]  

<<Che la sindrome del dopo sia una specie di connotato esistenziale della sinistra è dimostrato non solo dal dibattito sul dopo-leadership ma anche dal fatto che c’è chi invoca il dopo-primarie, le doparie, per consultare i cittadini un po’ su tutto: dal testamento biologico alla Tav pasando per la politica del partito posto sotto la tutela del referendum permanente. L’idea è diventata oggetto di un libro di Raffaele Calabretta, un ricercatore del Cnr, che si intitola appunto Doparie, dopo le primarie (ed. Nutrimenti), un diario-saggio-romanzo di un elettore "errante". La proposta delle doparie ha anche sostenitori illustri come Olivero Beha, Elio Veltri e Clara Sereni. Il Pd si trasformerebbe così in un comitato di consultazione permanente.>>
Qui la lettera di precisazione pubblicata a pagina 14 del Secolo d’Italia il 2 febbraio 2010: [rassegna stampa Cnr (file tif)]
 
<<Ringraziando Annalisa Terranova per la citazione del mio libro sulle doparie nel suo articolo "Veltroni e le frecciate invisibili" di sabato scorso, scrivo per precisare che le doparie (doparie.it) sono primarie dopo le elezioni da farsi al massimo una volta all’anno su temi cruciali che dividono un partito o una coalizione. Non servono quindi per una consultazione permanente dell’elettorato, bensì innanzitutto per creare un canale di comunicazione bidirezionale tra partiti e loro elettori. Raffaele Calabretta>>

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