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Gilioli (Espresso on line): riforme Renzi, doparie e coinvolgimento dei cittadini

aprile 8th, 2014Comments Off
Gilioli (Espresso on line): riforme Renzi, doparie e coinvolgimento dei cittadini

Non è certo la prima volta che Alessandro Gilioli menziona le doparie (ha pure dedicato all’argomento una puntata della rubrica che cura sull’Espresso).  Venerdì scorso le ha citate sull’influente blog Piovono Rane, nell’ambito di una delle sue riflessioni riguardanti il disegno governativo di riforma del Senato. Titolo del post: Nomination for ever 5 / I conservatori.  

La proposta costituzionale di ridefinire funzioni e composizione della cosiddetta Camera Alta della Repubblica è questione estremamente delicata e oggetto negli ultimi giorni di arroventate polemiche: chi, come Stefano Rodotà, avanza critiche all’impianto complessivo delle riforme Renzi (vedi anche legge elettorale), viene accusato da membri del governo di far parte del blocco conservatore che da trent’anni impedisce le riforme. 

Il capo redattore dell’Espresso on line non la pensa così e, anzi, gira l’accusa al mittentePer dipanare il suo ragionamento, parte dalla constatazione che, nei settant’anni trascorsi dalla nascita della Costituzione italiana, sono cambiati sia i partiti (che sono diventati “macchine di occupazione del potere e del sottopotere” e hanno perso “forza di rappresentanza”) sia i cittadini (molti dei quali avvertono l’esigenza di un “maggiore coinvolgimento” nelle decisioni); e scrive:

in Italia (ma un po’ in tutto il mondo) da tempo si cerca di andare verso una maggiore disintermediazione: primarie, elezione diretta dei sindaci e dei governatori, referendum, “doparie”, così come i primi difficili esperimenti i democrazia elettronica etc etc, sono tutti segnali forti di questa esigenza.

Secondo Gilioli:

uno degli aspetti della Costituzione da ammodernare quindi sarebbe proprio quello relativo alla questione dell’intermediazione tra cittadini ed eletti, tra rappresentanti e rappresentati.

come?:

magari attraverso l’introduzione di referendum propositivi, di referendum sui trattati internazionali, di nuovi strumenti per il controllo del lavoro dei parlamentari e/o per il loro recall, dell’obbligo di votare entro un certo numero di mesi le proposte di legge di iniziativa popolare anziché farle finire in un cassetto etc etc

e invece?:

sia l’Italicum (liste bloccate) sia la riforma del Senato (tre quarti di nominati dai partiti o dal Quirinale) vanno esattamente nella direzione opposta: quella di una maggiore intermediazione, o quanto meno di una fortissima resistenza dei gatekeepers dell’intermediazione.

Quindi, qual è la conclusione di Gilioli?:

questa è, a tutto tondo, purissima conservazione.

[Nota bene: le doparie sono un progetto scientifico che si rivolge a tutti i partiti politici. Le notizie riportate in questo blog servono unicamente a evidenziare la diffusione della proposta nella società italiana, e non costituiscono supporto ad alcuna posizione politica]

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