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Dopo il referendum popolare, le “doparie” greche?

luglio 31st, 2015Comments Off
Dopo il referendum popolare, le “doparie” greche?

Dopo il recente referendum aperto a tutti i cittadini greci, ieri  Tsipras ha fatto balenare la proposta di un referendum interno al partito di Syriza (una “doparia“?) per decidere se accettare il piano di aiuti, firmato la notte del 13 luglio scorso dopo estenuanti trattative. Oggi l’opzione del referendum rivolto agli iscritti è svanita, soppiantata da quella di un congresso straordinario del partito da tenersi a settembre.

Come sono andati i fatti? Ieri si sono riuniti i duecento membri del comitato centrale del partito, che dopo la firma del piano di aiuti si era spaccato: l’area di sinistra più radicale del partito ha continuato a sostenere che sarebbe opportuno che la Grecia esca dall’euro, mentre il premier greco ha detto ai compagni di partito:

«Non avevamo scelta perché se fossimo usciti dall’euro avremmo dovuto avere riserve sufficienti per evitare la svalutazione e di dover ricorrere al fondo monetario per un prestito d’emerenza».
[...]
«C’è però anche un’altra posizione, da rispettare, che non accetta l’analisi del governo e ritiene esistesse un’alternativa possibile nelle prime ore del mattino del 13 luglio scorso»
[...]
«Se così è, propongo allora che il partito convochi un referendum su una questione tanto cruciale».

(La notizia di questo nuovo referendum è stata subito rilanciata dai maggiori giornali internazionali: Financial Times, The Telegraph, Wall Street Journal.)

Per superare la spaccatura del partito, Tsipras ha proposto un’alternativa, che poi è quella approvata:

“convocare un Congresso straordinario per discutere la strategia da seguire, come partito di sinistra al governo, di fronte alle condizioni imposte dal salvataggio”.

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