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Dopo la “doparia” tedesca è toccato al Movimento 5 Stelle

gennaio 15th, 2014Comments Off
Dopo la “doparia” tedesca è toccato al Movimento 5 Stelle

Dopo la “doparia” della Spd tedesca (sull’alleanza di governo), l’altro ieri è toccato al Movimento 5 stelle consultare la base su una decisione importante da prendere dopo le elezioni (l’abrogazione del reato di clandestinità).

In entrambi i casi non si è trattato di una vera e propria doparia, per diversi motivi, ma soprattutto perché è mancata la fase deliberativa, che è davvero essenziale nella metodologia delle doparie: il dibattito prima del voto deve essere organizzato secondo criteri precisi, atti a garantire un’informazione bilanciata e approfondita. Invece, non c’è stato il tempo per i votanti di informarsi, riflettere, scambiare pareri, come evidenziato da molti iscritti sul blog di Grillo; per non parlare di tutti i problemi di certificazione del risultato che una consultazione online si porta dietro.

Il progetto delle doparie è nato circa dieci anni fa e in tutti questi anni ha “martellato” i partiti politici perché consultassero la base sulle questioni importanti e non solo sulle persone (attraverso le primarie);  il giorno dopo le elezioni politiche dello scorso febbraio ha suggerito a PD e M5S di farlo sulle alleanze di governo. Quindi, è sicuramente positivo quanto avvenuto nel Movimento 5 Stelle.

E’ interessante leggere i commenti dei votanti sul blog di Grillo: in generale, si può dire, che come ha scritto il Messaggero,

più che il risultato è il metodo che entusiasma chi commenta in rete l’esito del ‘referendum’

L’entusiasmo delle persone non deve sorprendere: basta leggere un risultato della doparia online di due anni fa sulla riforma della legge elettorale:

il 52% di quanti hanno dichiarato che alle successive elezioni politiche nazionali del febbraio 2013 non avrebbero votato Partito Democratico, ha dichiarato che l’avrebbe fatto qualora il PD si fosse impegnato veramente ad adottare le doparie come sistema decisionale sulle questioni centrali che spaccano il partito.

Il risultato della consultazione tra gli iscritti 5 stelle ha sorpreso tutti, ed è andato in una direzione opposta a quella desiderata da Grillo: 15.839 hanno votato per l’abrogazione (63.5%) e 9.093 (36.5%) per il mantenimento del reato di clandestinità. I votanti sono stati 24.932 (31% degli aventi diritto, che erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a 80.383).

Nessuno può negare che l’esperimento del M5S sia molto importante per la democrazia italiana, e infatti ”ha destato molto scalpore” (parole di Giuseppe Civati) e riempito le prime pagine delle edizioni online di tutti i giornali.

Ieri i giornali in versione cartacea hanno sottolineato soprattutto il fatto che la linea di Grillo e Casaleggio è uscita sconfitta dalla consultazione (vedi prima pagina de l’Unità), mentre oggi su il Fatto Quotidiano Marco Travaglio loda ”il piccolo saggio di democrazia diretta”:

L’altro ieri, nell’imminenza del nuovo voto parlamentare, il blog di Grillo ha consultato gli 80 mila iscritti con un referendum a sorpresa (com’è giusto fare per evitare manipolazioni e hackeraggi).
[...]
ricordiamo che, prima di aderire alla Grosse Koalition con la Cdu, l’Spd tedesca ha interpellato i suoi 475 mila iscritti che, via email, l’hanno approvata a grande maggioranza (76%).

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