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Doparie sì, doparie no: nei circoli se ne discute, eccome

novembre 14th, 2013Comments Off
Doparie sì, doparie no: nei circoli se ne discute, eccome

Doparie sì, doparie no: nei circoli se ne discute, eccome
di Marco Barbierato

12 novembre 2013, Cossato, convenzione di circolo (tradotto, il congresso locale per la scelta del segretario nazionale del PD). Un circolo molto attivo, che da 4 anni ha sperimentato la formula aperta e partecipata: niente segreterie ristrette o allargate, solo referenti tematici e assemblee aperte. I temi siamo abituati a sviscerarli e a condividerli prima, durante e dopo.

Ed è proprio in questo contesto che, dopo le rituali presentazioni delle 4 mozioni nazionali, si innesta nel dibattito il tema “doparie”: come dare corpo al concetto di partecipazione democratica, di coinvolgimento di iscritti ed elettori?

Alcuni, in termini critici, vedono un PD ostaggio di primarie, doparie, parlamentarie, di continue consultazioni spesso simili più a una ricerca di mercato o a un sondaggio della tivù, e che per questo rischia di non fare più politica. Il rischio, per alcuni, è quello di restare intrappolati nella logica della scelta della persona o del “brand” più accattivante, lacerandosi sul niente e rischiando l’apatia. La morte dell’elaborazione politica, insomma.

Tuttavia, questo scenario “apocalittico” non ha trovato molto spazio: parecchi gli interventi che, pur comprendendo quei rischi, hanno fatto notare come in realtà il PD abbia in sè gli strumenti per dare corpo e voce alla partecipazione, per dare peso alle opinioni e alle idee della sua base (larga, larghissima, spesso inconsapevole agli occhi della struttura-partito).

Lo Statuto Nazionale (forse la risorsa migliore che questo partito ha, accanto alla leggendaria “base”) prevede congressi e  referendum tematici: strumenti regolamentati, o quasi nel caso dei referendum (ricordate la campagna Referendum PD? Quella in cui non sapevamo nemmeno chi avrebbe dovuto approvarli e validarli, con quali regole votarli, quale base elettorale usare?). Inutilizzati, proprio in un momento in cui ricostruire la fiducia drammaticamente perduta tra elettori/base e dirigenza/vertice è urgente.

Su questo le stesse mozioni si soffermano, chi più nel dettaglio, chi più come enunciazione ideale.  Civati e Pittella fanno riferimenti espliciti a questi strumenti, Cuperlo cita una più generica “forma di partecipazione dei circoli e della base”, Renzi fa del partito leggero e dal vertice fragilissimo la sua bandiera.

Pensiamo, questo è emerso nel dibattito nel circolo, a come avremmo potuto affrontare temi spinosi e dirimenti come i diritti civili, la legge elettorale, la riforma del contratto di lavoro, del welfare, del fisco, con strumenti partecipativi vincolanti! Pensate a come i vertici stessi potrebbero usarli per meglio far comprendere scelte critiche e impopolari, da un lato, o come gli elettori potrebbero far emergere il vero sentire e i veri orientamenti prima che qualcuno “sbandi”.

Tutto questo, in una umida e fresca serata di novembre, durante la prima convenzione di circolo di una provincia la cui popolazione è pari a quella di un quartiere di Milano. Una provincia in cerca d’autore, come il partito che va a congresso. E che, nel bene o nel male, è consapevole che le “doparie” potrebbero contribuire a fare del vasto popolo dei democratici quell’autore.

[Cossato è in provincia di Biella. Qui i risultati della convenzione di circolo. Un grosso grazie a Marco per averci informato su Facebook della discussione sulle doparie e per aver scritto questo bel post ]

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