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Corriere della Sera: “le «Doparie» rianimano i Partiti” (di Filippo La Porta)

maggio 30th, 2013Comments Off
Corriere della Sera: “le «Doparie» rianimano i Partiti” (di Filippo La Porta)

Un altro grande articolo di Filippo La Porta sulle doparie! questa volta, in particolare evidenza sul Corriere della Sera di ieri, nella (molto letta) pagina delle “Idee e commenti”. Il succo dell’articolo è ben rappresentato dal titolo:

 “Consultazioni costanti con la Base. le «Doparie» rianimano i Partiti”

E, infatti, l’articolo ha già scatenato numerose reazioni sulla pagina del profilo e sul gruppo Doparie di Facebook e sulla pagina-evento sulle doparie dell’altro ieri sera al Teatro Belli di Roma“Base e vertice incontrano finalmente la democrazia”: con Goffredo Bettini, Circolo Pd Trastevere, Filippo La Porta, Mimmo Locasciulli, OccupyPd Roma, Domenico Parisi, Giancarlo Ricci, Raffaele Calabretta e con numerosi interventi dal pubblico. (Era anche prevista la partecipazione di Giuseppe Civati, ma un invito della trasmessione televisiva Ballarò, non l’ha permessa.)

Già fioccano le email di lettori interessati alla nuova metodologia di democrazia partecipativa e deliberativa elaborata nell’ambito del progetto scientifico Doparie dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Roma. Lettori che ci hanno comunicato di aver anche ordinato il libro Doparie dopo le primarie. Diario di un elettore errante alla ricerca della felicità (Nutrimenti, 2010).

L’ articolo di La Porta fa il paio con quello di Michele Ainis, anch’esso sul Corriere di ieri  (a pag. 41: uno accanto all’altro): il primo offre una soluzione (le doparie: consultazioni su temi cruciali all’interno dei partiti)  al problema rilevato dal secondo (“la crisi dei partiti”).

Ecco l’articolo sulle doparie di La Porta, in formato testo (grazie al post del blog Quinto Stato):

“Consultazioni costanti con la Base
Le «Doparie» rianimano i Partiti”

di Filippo La Porta sul Corriere della Sera (29 maggio 2013)

Avete mai sentito parlare di «doparie»? D’accordo, è un neologismo sgraziato e anche lievemente improprio. Ma potrebbe costituire una seria risposta all’antipolitica. Inventate qualche anno fa da un ricercatore del Cnr, Raffaele Calabretta — un vero «mistico della democrazia» (lo avrebbe definito Pasolini), idealista e pragmatico —, non sono altro che le primarie, però fatte dopo (con valore consultivo o propositivo), dopo cioè le elezioni!

Sembra l’uovo di colombo, eppure se il principale problema della politica attuale è lo scollamento base-vertice, l’autoreferenzialità delle élite, la perdita di rappresentanza dei rappresentanti, allora urge trovare i modi di una verifica periodica «dal basso», almeno sui temi più controversi: nessuno al mondo, nemmeno con l’aiuto di uno sciamano, sarebbe oggi in grado di sapere qual è la posizione della maggioranza del Pd su temi quali la Tav o il testamento biologico.

Le doparie, indette dai partiti o attivate da semplici cittadini, non somigliano ai sondaggi (che si limitano a registrare la «schiuma» dell’opinione pubblica, l’emotività immediata). Piuttosto andrebbero accostate a referendum interni ai partiti e alle coalizioni di governo. Cittadini e militanti invitati a parteciparvi hanno infatti il tempo e la possibilità di documentarsi e di informarsi (non se ne dovrebbe abusare: al massimo due all’anno).

Anima della democrazia è l’associazionismo: dunque non il «popolo» ma il popolo che si raccoglie in organismi, comitati, luoghi di discussione. Si tratta di un’idea di politica fondata sulla cittadinanza attiva (da Aristotele a Jefferson), e cioè sull’impegno civico e sulla «felicità» di deliberare della quale parlava Hannah Arendt, e che oggi ci appare francamente come una cosa quasi surreale.

In fondo con le doparie, intese come autoformazione e confronto con gli altri, quella stessa massa acritica che coincide con la base elettorale dei partiti si trova per la prima volta composta da tanti «individui» — eccentrici, imprevedibili — impegnati a formarsi una opinione attraverso il dialogo e l’approfondimento.

 

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